Appuntamenti con i professionisti dello sport: conosciamo meglio Fabio Petruzzi

 

Fabio Petruzzi è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore. Attualmente è anche un’opinionista radiofonico sulle frequenze di Rete Sport, nella città di Roma.

Fabio Petruzzi ha risposto ad alcune nostre domande che riguardano il suo passato di calciatore nelle fila della Roma e del Brescia e del suo attuale ruolo di allenatore della tecnica individuale.

 

Fabio, nella tua esperienza da calciatore, chi è stato l’allenatore ad incidere di più?

 

Nella mia carriera da calciatore ho avuto due grandi maestri. La persona ad avermi trasmesso di più sia sul lato calcistico che su quello umano è stato senza dubbio Carlo Mazzone. Calcisticamente è stato un allenatore straordinario, basti pensare che è stato tra i primi a giocare con la difesa a tre, nel periodo in cui giocavo nella Roma. Il secondo allenatore per me molto importante è stato Zeman; proponeva un calcio offensivo di grandissima qualità, anche se per noi difensori era davvero dura.

 

Fabio, chi è stato il miglior preparatore atletico che hai avuto?

 

Tra i numerosi preparatori atletici che ho avuto, il migliore è stato Massimo Neri, preparatore di Carlo Mazzone ai tempi della Roma, prima che entrasse a far parte dello staff di Fabio Capello.

 

Brescia è stata una tappa fondamentale della tua carriera: quali ricordi ti legano a questa piazza?

 

A Brescia ho vissuto degli anni molto importanti che ricordo con particolare affetto; ho avuto un ottimo rapporto con la società, con i tifosi e con i miei compagni di squadra. Quando sono approdato a Brescia non nascondo che ero molto dispiaciuto, perché avevo lasciato non solo la mia città, ma soprattutto la squadra che tifavo sin da bambino. In quel periodo avevo avuto qualche frizione con Fabio Capello e alla chiamata di mister Mazzone non ho saputo resistere. Per Brescia quelli erano anni di grande crescita calcistica; in quel periodo si sono susseguiti calciatori del calibro di Roberto Baggio, di Andrea Pirlo, di Pep Guardiola, di Luca Toni, di Matuzalem, di Appiah: solo per citarne alcuni. Ho avuto la fortuna di giocare e di conseguire ottimi risultati nei 4 anni vissuti lì.

 

Fabio, come procede oggi la tua esperienza da allenatore della tecnica individuale?

 

Senza dubbio, per poter ambire ad una vera crescita calcistica è molto importante soffermarsi su tutti gli aspetti, come la tecnica individuale. Ricordo ancora nella mia esperienza a Brescia, calciatori come Roberto Baggio e Pep Guardiola fermarsi a fine allenamento a lavorare ancora su quelle che loro vedevano come personali lacune tecniche. Tutto questo per sottolineare ancora una volta quanto è importante non sentirsi mai arrivati e continuare a lavorare giorno dopo giorno per puntare sempre al massimo.

 

Antonio Lo Presti

 

 

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